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martedì 8 dicembre 2015

La canzone di Marinella di Fabrizio De Andre'


PRIMA DI GUARDARE.
1) Rispondi alle seguenti domande con un/a compagno/a.
1.      Che cantautori italiani conosci?
2.      Conosci cantautori conosci in generale?
3.      Sei un cantautore/ una cantautrice e devi scrivere una canzone, di cosa parli?

2) Leggi il seguente brano su FABRIZIO DE ANDRE.
« ...pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.  »
(Fabrizio De André, Amico fragile)
Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940  Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore italiano.
Viene spesso citato anche con l'appellativo "Faber", datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio in riferimento alla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell[1]. Tale soprannome godrà di una certa popolarità presso il grande pubblico negli anni successivi alla morte dell'artista.
In quasi 40 anni di attività artistica, De André ha inciso tredici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in varie antologie. Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute e sono state considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie[2], tanto da essere inserite in varie antologie scolastiche di letteratura. 
Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste[5], è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure; ha esplorato inoltre, in misura minore, altri idiomi come il gallurese e il napoletano[8].
La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole subito dopo la prematura scomparsa

L’importanza di De André
« De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano » (Nicola Piovano)


Gli estimatori di Fabrizio De André ammirano il coraggio morale e la coerenza artistica con cui egli, nella società italiana del dopoguerra, scelse di sottolineare i tratti nobili ed universali degli emarginati, affrancandoli dal "ghetto" degli indesiderabili e mettendo a confronto la loro dolorosa realtà umana con la cattiva coscienza dei loro accusatori.[82]Il cammino di Fabrizio De André ebbe inizio sulla pavimentazione sconnessa ed umida del carruggio di Via del Campo, prolungamento della famosa Via Pré, strada proibita di giorno quanto frequentata la notte. È in quel ghetto di umanità platealmente respinta e segretamente bramata che avrebbero preso corpo le sue ispirazioni; di ghetto in ghetto, dalle prostitute alle minoranze etniche, passando per diseredati, disertori, bombaroli ed un'infinità d'altre figure. Nella sua antologia di vinti, dove l'essenza delle persone conta più delle azioni e del loro passato, De André raggiunse risultati poetici che oggi gli vengono ampiamente riconosciuti.

SCRIVI DUE DOMANDE DA FARE AI COMPAGNI E SCRIVI TRE RISPOSTE A SCELTA MULTIPLA. I COMPAGNI DEVONO SCEGLIERE LA RISPOSTA CORRETTA



MENTRE GUARDI E ASCOLTI. Cerchia i verbi al passato remoto e sottolinea i verbi all’imperfetto.
Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra una stella
Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla tua porta
Bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani suoi tuoi fianchi
Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta
Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
E come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose.


DOPO AVER GUARDATO E ASCOLTATO.
Discuti con i compagni in classe
1.      Qual è l’argomento della canzone?
2.      Come viene descritto l’innamorato di Marinella?
3.      Che genere pensi sia questa canzone?
4.      Scrivi con un compagno due o tre versi di una canzone usando il passato remoto

La storia della canzone


Il celebre brano trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1953 e precisamente il ritrovamento nel fiume Olona tra Rho e Milano del corpo crivellato di colpi di una ballerina/prostituta, una certa Maria Boccuzzi. 

Non vivo più senza te e Se io se lei di Biagio Antonacci


Oggi parliamo di un famoso cantante italiano, Biagio Antonacci.
Nato a Milano il 9 novembre 1963. Già giovanissimo suona la batteria in gruppi di provincia. Partecipa  nel 1988, tra le Nuove Proposte, al 38º Festival di Sanremo con la canzone Voglio vivere in un attimo. Ottiene il primo contratto discografico e nel 1989 viene pubblicato il suo primo album, Sono cose che capitano.
Il secondo album si intitola Adagio Biagio ed esce due anni dopo. Qualcosa comincia a muoversi, le radio lo promuovono grazie ad alcuni brani piuttosto indovinati, Danza sul mio petto e Però ti amo, e il successo è a portata di mano. Nel frattempo ha un legame sentimentale con Marianna Morandi, figlia di Gianni Morandi, dalla quale ha avuto due figli: Paolo e Giovanni.


PRIMA DI GUARDARE. Rispondi alle domande
1)     Ascolta la sua canzone “Non vivo più senza te” e rispondi alle seguenti domande
a)     Di che genere musicale si tratta?
b)    Come pensia sia il cantante (esprimi le tue opinioni)? Ti piace il cantante? Perché?
c)     Come pensi sia la canzone? Ti piace la canzone? Perché?
d)    Di cosa parla la canzone?
Non vivo più senza te, anche se, anche se con la vacanza in Salento prendo tempo dentro me
non vivo più senza te, anche se, anche se una signora per bene ignora le mie lacrime.
E le mie mani, le mie mani, le mie mani van su, la sua bocca, la sua bocca punta sempre più a sud. La mia testa, la mia testa, la mia testa fa
No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)
Non vivo più senza te anche se, anche se tanti papaveri rossi come il sangue inebriano
Non vivo più senza te anche se, anche se la luce cala puntuale sulla vecchia torre al mare.
sarà che il vino cala forte più veloce del sole, sarà che sono come un dolce che non riesci a evitare, sarà che ballano sta pizzica, sta pizzica
No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)
E le mie mani, le mie mani, le mie mani van su, la sua bocca, la sua bocca punta sempre più a sud. La mia testa, la mia testa, la mia testa fa
No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)
succedono, le cose poi succedono, il mondo è un buco piccolo, ci si ritroverà.
Le mode, i tempi galoppano tra i vortici e i sogni pettinandosi ritarderanno un pò...
mi piaci
mi piaci
ti prego
non vivo più senza te, anche se, anche se con la vacanza in Salento ho fatto un giro dentro me.
non vivo più senza te, anche se, anche se la solitudine è nera e non è sera, la solitudine è sporca e ti divora, la solitudine è suono che si sente senza te!


2)     Ora guarda il video della canzone “SE IO SE LEI” su youtube e rispondi alle seguenti domande.
a)     Di cosa credi che parli la canzone? Immagina una storia che riguarda la canzone.
b)    Quali sono le tue impressioni riguardo la canzone?
c)     Leggi il testo della canzone e individua le frasi ipotetiche.
Se io, fossi stato un po' meno distante 
un po' meno orgoglioso 
se lei fosse stata un po' meno gelosa 
un po' meno nervosa un po' meno che 
ma se io se lei se io se lei se io se lei 
ma se noi avessimo dato all'amore la giusta importanza 
l'impegno e il valore se noi 
amare vuol dire anche a volte annullarsi per dare qualcosa in più, 
ma se io se lei se io se lei, 
Se io, se lei 
adesso dove sei 
sotto quale cielo pensi al tuo domani ma 
sotto quale caldo lenzuolo 
stai facendo bene l'amore 
sono contento ama....ama e non fermarti 
e non avere nessuna paura 
e non cercarmi dentro a nessuno 
se io.... se lei 

Se io quando finisce c'è sempre chi chiude la porta 
e chi invece sta male, 
se lei, chi ha sbagliato alla fine non conta... 
conta solo che adesso non so' più chi sei 

se io se lei 
adesso dove sei 
sotto quale cielo pensi al tuo domani ma 
sotto quale caldo lenzuolo 
stai facendo bene l'amore 
sono contento ama ama e non fermarti 
e non aver nessuna paura 
e non cercarmi dentro a nessuno 

se io, se lei 
sono contento ama 
AMA e non fermarti 
e non cercarmi dentro a nessuno 
e non aver nessuna paura 
se io se lei 
adesso dove sei?

d)    Finisci le seguenti frasi ipotetiche
Se io, fossi stato un po' meno distante 
un po' meno orgoglioso __________________________________________________
se lei fosse stata un po' meno gelosa 
un po' meno nervosa ____________________________________________________ 

e)     Ora pensa alla tua versione della canzone e inizia la canzone con “se io” e poi “se lei/lui” e
·       pensa ai protagonisti di una storia d’amore
·       pensa a una storia d’amore triste o a lieto fine
·       individua il tono della canzone = romantico, comico, sarcastico, ...

·       usa le frasi ipotetiche impossibili nel presente (se tu volessi tornare da me, io sarei pronto a tornare con te = SE+ CONGIUNTIVO IMPERFETTO/ CONDIZIONALE PRESENTE) e nel passato (se io fossi stato un po’ meno noioso, noi saremmo stati sempre insieme = SE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO/ CONDIZIONALE PASSATO)

venerdì 20 novembre 2015

Rewind di Vasco Rossi

“Rewind” di Vasco Rossi
PRIMA DI GUARDARE.
1) Leggi il seguente brano sul cantante.
   Nato il 7 febbraio 1952 a Zocca, una tranquilla località sull'Appennino a metà tra Modena e Bologna, il più famoso e celebrato rocker italiano deve il suo nome al padre Giovanni Carlo, camionista, che, desideroso di onorare un compagno detenuto con lui in Germania, chiamò il figlio con lo stesso nome. La madre di Vasco, Novella, si è sempre occupata della casa, mentre il babbo girava l'Italia in lungo e in largo con il suo camion. 
   Come ha cantato in una sua celebre canzone ("Voglio una vita spericolata"), Vasco non è mai stato una persona facile, adattabile alle convenzioni esterne o capace di seguire degli schemi. Ribelle e con una gran voglia di esprimere la sua vena creativa, nel 1972, in piena contestazione studentesca, comincia a interessarsi di teatro sperimentale ma, convinto di dover proseguire gli studi a tutti i costi, si iscrive alla Facoltà di Pedagogia dell'Università di Bologna. Ben presto, però, si rende conto che tra questa facoltà e la sua propensione per la musica c'è una bella differenza (nel dicembre del 1965, fra l'altro, aveva vinto il concorso canoro "Usignolo d'oro" con la canzone "Come nelle fiabe"), ed è una differenza che può segnare il suo grado di felicità. 
    Decide quindi di lasciare per seguire il suo istinto, tuffandosi così in un'altra esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua carriera artistica: quella delle "radio libere".     Nel 1975, infatti, assieme ad un gruppo di amici fonda una radio libera che lo qualifica, fin da subito, come apprezzato dee-jay in Emilia Romagna, in parte del Veneto e della Lombardia. Dentro di sé, però, sogna di fare il cantautore, tanto che nel segreto della sua stanza compone testi e canzoni, le stesse che poi diventeranno patrimonio comune di un'intera generazione. Timidamente, dunque, comincia a farsi conoscere anche con proprie produzioni, dando libero sfogo a tutto il materiale che teneva celato in un cassetto. 

    Finalmente, nel giugno 1977 la Jeans pubblica il suo primo LP, "Jenny e Silvia" mentre, l'anno dopo, ecco comparire il primo album, intitolato "Ma che cosa vuoi che sia una canzone", passato purtroppo quasi inosservato (il disco è però prodotto in sole 20 mila copie e distribuito nella sola Emilia). Anche il secondo 33 giri, "Non siamo mica gli americani", trova una certa difficoltà ad affermarsi nonostante contenga una "perla" come "Albachiara", una tra le più belle canzoni d'amore degli ultimi anni. 
    Lentamente, però, il pubblico comincia ad abituarsi allo stile di Vasco e a capire il valore delle sue canzoni. E' proprio la mitica "Albachiara", nel corso del '79, che gli regala l'ebrezza della ribalta, quando la presenta allo storico "Bussoladomani" di Viareggio. Seguiranno "Colpa d'Alfredo" (1980) e una serie di tour con la "Steve Rogers Band" per tutta la Penisola. 

1)      SCRIVI DUE DOMANDE DA FARE AI COMPAGNI E SCRIVI TRE RISPOSTE A SCELTA MULTIPLA. I COMPAGNI DEVONO SCEGLIERE LA RISPOSTA CORRETTA
  1. ________________________________________________________________________
a. ______________________________________________________________________
b. _____________________________________________________________________
c. ______________________________________________________________________
  1. ________________________________________________________________________
a. ______________________________________________________________________
b. _____________________________________________________________________
c. ______________________________________________________________________



MENTRE GUARDI E ASCOLTI. Cerchia i verbi al CONDIZIONALE e sottolinea i verbi al CONGIUNTIVO PRESENTE della prima strofa della canzone.
La La La La La Fammi vedere
La La La La La...

A meno che 
non stia davvero 
pensando solo a te ogni respiro 
ogni momento che vivo 
A meno che tu non sia l'unica
l'unica davvero per me le altre
le altre sì che le vedo 
ma te ti sento dentro come un pugno
quando ti vedo ballare
vorrei morire
DOPO AVER GUARDATO E ASCOLTATO.
Discuti con i compagni in classe
1.      Cosa pensi del cantante e della canzone?
2.      Cosa pensi del video?

3.      Scrivi con un compagno 6 versi di una canzone usando il congiuntivo presente e il titolo “Rewind”?

venerdì 6 novembre 2015

Cosa hai messo nel caffè di Malika Ayane



PRIMA DI GUARDARE. Rispondete alle seguenti domande con un/a compagno/a.
1)     Quale parole, luoghi, persone associ con il caffè?
2)     Quali sono i pro e contro del bere caffè?
3)     Se dovessi dedicare una canzone a una bevanda, a quale bevanda la dedicheresti e perché? Su cosa scriveresti?

PRIMA DI GUARDARE. Leggi il seguente brano sul caffè e scrivi due domande da fare a un/a compagno/a a cui rispondere con VERO o FALSO

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all'Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Pellegrino Artusi, nel suo celebre manuale La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, sostiene che il miglior caffè sia quello di Mokha (città nello Yemen), e che questo sarebbe l'indizio per individuarne il luogo d'origine.
Esistono molte leggende sull'origine del caffè. La più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, poi le macinò e ne fece un'infusione, ottenendo il caffè. Un'altra leggenda ha come protagonista il profeta Maometto il quale, sentendosi male, ebbe un giorno la visione dell'Arcangelo Gabriele che gli offriva una pozione nera (come la Sacra Pietra della Mecca) creata da Allah, che gli permise di riprendersi e tornare in forze.[
Nel XV secolo la conoscenza della bevanda a base di caffè si estese fino a Damasco, al Cairo per arrivare infine ad Istanbul, dove il suo consumo avveniva nei luoghi d'incontro dell'epoca. Per i suoi rapporti commerciali in Vicino OrienteVenezia fu la prima a far uso del caffè in Italia, forse fin dal XVI secolo; ma le prime botteghe del caffè furono aperte solo nel 1645.
Verso il 1650, cominciò ad essere importato e consumato in Inghilterra e si aprirono di conseguenza i primi caffè (intesi come circoli e bar e detti in inglese coffeehouse), come ad esempio quelli di Oxford e di Londra. Nel 1663 in Inghilterra vi erano già 80 coffeehouse, cresciuti vertiginosamente fino a superare le 3000 unità nel 1715. I caffè divennero presto luoghi di nascita e diffusione di idee liberali, e furono frequentati da letterati, politici e filosofi, diffondendone l'uso in tutta Europa. Nel 1670 aprì il primo caffè a Berlino e nel 1686 a Parigi. Nel 1684 Franciszek Jerzy Kulczycki, soldato delle truppe del re polacco Jan III Sobieski, che era giunto in Austria per salvare Vienna dall'assedio dei Turchi, dopo la liberazione della città, aprì in questa la prima bottega del caffè, fra le prime in Europa. Costui utilizzò all'inizio i sacchi di caffè abbandonati dall'esercito ottomano in fuga. Nel 1689 venne inaugurato il primo caffè negli Stati Uniti, a Boston, denominato London Coffee House. Seguì il The King's Arms, aperto a New York nel 1696.
Nel Settecento ogni città d'Europa possedeva almeno un caffè. Il caffè iniziò ad essere coltivato in larga scala nelle colonie britanniche e in quelle olandesi (in Indonesia). La Compagnia olandese delle Indie Orientali incominciò a coltivare il caffè già nell'ultimo decennio del XVII secolo, presso Giava utilizzando semi provenienti dal porto di Mocha, nello Yemen. Nel1706 alcune piantine di caffè vennero trasferite da Giava al giardino botanico di Amsterdam; da lì, nel 1713, una pianta raggiunse la Francia.Nel 1720 Gabriel de Clieu, un ufficiale della marina francese, salpò alla volta dei Caraibi con due piantine di caffè di cui solo una sopravvisse arrivando alla colonia francese della Martinica. Da lì, nei decenni seguenti, le piante si diffusero rapidamente in tutto il CentroamericaSanto Domingo (1725), Guadalupa (1726), Giamaica (1730), Cuba (1748) e Porto Rico (1755). Nello stesso periodo, precisamente nel 1718, gli olandesi portarono il caffè in un'altra loro colonia, la Guiana Olandese (attuale Suriname) da cui, nel 1719 entrò nella Guiana Francese e di qui penetrò infine in Brasile, dove, nel 1727, vennero create le prime piantagioni. L'industria nelle colonie dipendeva esclusivamente dalla pratica della schiavitù, abolita solo, peraltro formalmente, nel 1888.

                                                                                                          VERO            FALSO
1.
2.


MENTRE GUARDI. Sottolinea i verbi ed indica il modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, ecc) e tempo (presente, passato, imperfetto, trapassato).
M'hai detto vieni su da me, 
l'inverno è caldo su da me, 
non senti il freddo che fa 
in questa nostra città. 
Perché non vieni su da me, 
saremo soli io e te, 
ti posso offrire un caffè, 
in fondo che male c'è. 

Ma cosa hai messo nel caffè 
che ho bevuto su da te? 
C'è qualche cosa di diverso 
adesso in me; 
se c'è un veleno morirò, 
ma sarà dolce accanto a te 
perché l'amore che non c'era 
adesso c'è. 

Non so neppure che giorno è 
ma tutti i giorni sarò da te, 
è un'abitudine ormai 
che non so perdere, sai. 

Ma cosa hai messo nel caffè 
che ho bevuto su da te? 
C'è qualche cosa di diverso 
adesso in me; 
se c'è un veleno morirò, 
ma sarà dolce accanto a te 
perché l'amore che non c'era

DOPO AVER GUARDATO. Rispondi alle domande con un/ compagno/a
1.      Cosa pensi della canzone e della cantante?
2.      Cosa pensi del video?
3.      Di cosa parla la canzone secondo te?

4.      Scrivi tre versi di una canzone che abbia come protagonista una bevanda. Scegli il genere e, se vuoi, cantala ai compagni. Utilizza vari tempi e modi verbali.